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Davide Ciccarese - I semi e la terra PDF Print E-mail
Written by Davide Ciccarese   
Monday, 25 February 2013 08:12
I semi e la terra

“I semi e la terra” di Davide Ciccarese. 160 pagine, 10 euro. 
In libreria, nelle botteghe del commercio equo e solidale e sul sito www.altreconomia.it.

Davide Ciccarese, agronomo, si occupa di orti urbani e sviluppo agricolo sostenibile. È autore di “Cucinare le erbe selvatiche” e di “Il libro nero dell’agricoltura” (Ponte alle Grazie) e collabora con il Il Fatto quotidiano. È parte del Forum agricoltura sociale Lombardia e del comitato scientifico Food 4 life - Expo Virgilio, nonché presidente dell’associazione Nostrale.

“I semi e la terra” è un libro che nasce da una semente fertile, quella del “movimento contadino”. In Italia e nel mondo, un numero sempre maggiore di contadini e piccoli agricoltori si organizzano in reti per difendere l’agricoltura contadina e i suoi attori, uomini e donne che in tutto il mondo -da sempre - coltivano la terra prima di tutto per vivere dei suoi frutti e solo poi per farne commercio. Sono loro che possono garantire davvero la sicurezza alimentare nel mondo, al contrario delle monocolture dell’industria agro-alimentare. Questo libro - scritto in collaborazione con Rete Semi Rurali - si schiera, raccogliendo le loro ragioni e “dissodando” molti luoghi comuni sull’agricoltura: ci ricorda in primis quanti e quali danni abbia prodotto l’agricoltura cosiddetta “moderna”, dalla Rivoluzione Verde ai semi ibridi, dai brevetti sulle sementi al consumo di territorio. E racconta i valori di cui sono custodi i contadini: la terra fertile, la diversità agricola, il rispetto dell’ambiente e le nuove relazioni solidali con i consumatori attraverso, ad esempio, la vendita diretta e i gruppi d’acquisto solidali.
L’autore, Davide Ciccarese, affronta, numeri e normative alla mano, le tematiche chiave dell’agricoltura.
Le distorsioni del sistema agricolo mondiale, dal furto di terre allo sfruttamento dei lavoratori. Le leggi e la burocrazia “infestanti” che mettono sullo stesso piano l’industria agricola e il minuscolo produttore.  I brevetti sulle sementi che espropriano i contadini di saperi millenari. Le iniquità della Pac, Politica agricola comune, e l’esigenza di riformarla. Le possibilità di accesso alla terra per i giovani che vorrebbero tornare a coltivarla o riprendere il podere familiare. Le agricolture “altre”, dal biologico al sinergico, dalla community supported agricolture alle fattorie sociali.
Un libro che va in profondità, senza mai perdere di vista la poesia della terra e la capacità dei contadini di raccontarla a chi mangerà i loro prodotti, attraverso nuove forme di alleanza tra produttori e consumatori.
“I semi e la terra” spiega - infine - le ragioni profonde dell’agricoltura contadina, l’unica davvero innovativa, che non distrugge la vita nella terra ed è in grado, se supportata, di garantire il cibo per tutti.
Lo sintetizza con grande chiarezza nell’introduzione Massimo Angelini, esperto di cultura rurale e fondatore del Consorzio della patata Quarantina:“L’agricoltura contadina, ancora straordinariamente diffusa in Italia, è ancora quella più vicina al lavoro delle persone e alla cultura delle comunità, ai bisogni più elementari e a un’economia ciclica, praticata per professione o passione o necessità da chi mangia i propri prodotti perché produce prima di tutto per sé e la propria famiglia e poi anche per vendere”.
In appendice un fermo immagine del “movimento contadino” in Italia: un grande rastrello che va da Rete Semi Rurali, che ha collaborato attivamente alla stesura del libro, a Civiltà Contadina, da Genuino Clandestino a Via Campesina.

La postfazione di Roberto Brioschi:

"Questo libro è un rastrello: uno strumento di lavoro e di conoscenza del “Rinascimento dell’Agricoltura”, frutto di esperienze, saperi e riflessioni collettive delle reti contadine, per la prima volta scrittrici di sé. I produttori del cibo sono stati fatti scomparire dalla vita sociale, culturale ed economica del Mondo, per secoli relegati nell’immaginario: come la Laura che il Petrarca continua a pensare, pur avendola innanzi o la donzelletta che vien dalla campagna di un Leopardi ignorante del mercato che ha sotto casa. Ancor oggi avere diritti, esser riconosciuti dalla legge, avere la patente, la carta di identità richiede la cittadinanza, esser “cittadini”, abitanti della città ove il Mondo ha solo luogo e si svolge. Ma l’immaginato si è fatto realtà!  I produttori del cibo sono consapevoli della loro importanza per garantire ai popoli l’autosufficienza e la sovranità alimentare (se non sei padrone di quello che ti metti nella  pancia non sei padrone della tua vita); si riprendono i semi e la terra, i saperi e le conoscenze, ripropagano la biodiversità e il millenario cibo locale a prezzi in armonia con il reddito dei coltivatori e dei consumatori - per usare banali categorie -, producono alimenti di naturale eccellenza nutritiva il cui costo coniuga il lavoro impiegato con il valore d’uso, agiscono pensano e scrivono di diritti collettivi; realizzatori insieme ai consumatori-cittadini, ai GAS di economie orizzontali, di rete, etiche, eque e solidali di un Mondo migliore che è possibile: anzi esiste già".  
Roberto Brioschi, Rete Semi Rurali

 

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