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Per incoraggiare l'autoproduzione di sementi e l'incontro fra i coltivatori – per mestiere o per passione – il CONSORZIO DELLA QUARANTINA di Genova , con il patrocinio del Parco Antola e della Rete nazionale Semi Rurali, domenica 20 gennaio 2013 (ore 10/17) organizza a Torriglia (nella Sede del Parco, a 30 Km da Genova sulla strada GE/PC) il 6 ° MANDILLO DEI SEMI , giornata dedicata allo scambio di sementi autoprodotte di ortaggi e cereali, di marze di varietà da frutta locali, di lieviti per l'autonomia familiare (le madri dell'aceto, del pane, dello yogurt). L'ingresso è libero a tutti (anche a chi non sia associato o sostenitore). Chi partecipa - visto che è una festa dello scambio - è calorosamente invitato a portare qualcosa di AUTOPRODOTTO da scambiare.
Chi vuole fare un "banchetto" è tenuto solo ad arrivare entro le 9 e 30 e a firmare una dichiarazione sulla sanità di ciò che scambia per liberare l'organizzazione da ogni eventuale responsabilità.
Quest'anno alle 11:30 ci sarà anche la presentazione del libro di Linda Sacchetti, "Solanina: Mangiare patate senza mal di pancia" (Pentàgora 2013). Alla presentazione parteciperà anche la prof. Nadia Marchettini, ordinario di Chimica presso l'Università di Siena che parlerà delle ultimi scoperte fatte, attraverso le analisi chimiche, proprio sulle nostre varietà tutelate: non anticipiamo nulla, ma si tratta di novità davvero sorprendenti! Portate qualcosa di vostro! In occasione del Mandillo dei Semi, incoraggiamo a tutti i soci a portare i propri semi autoprodotti (non importa se di varietà tradizionali o commerciali, purché autoprodotti) e i propri lieviti di casa (pasta madre, fermenti per yogurt o kefir, madre dell'aceto ecc.). Chi non ha semi da portare, è INCORAGGIATO a portare comunque qualcosa di autoprodotto (marmellate, vino, miele, torta, biscotti, pane, ecc.) per potere fare scambio con chi ha i semi.
- Per dormire, segnaliamo le seguenti strutture: a. B&B Artemisia (Montoggio): 347.0579001 b. B&B Villa Tiffany (Torriglia, loc. Santa Maria del Porto): 348.2727880 - Per pranzare, segnaliamo a. La Becassa (Torriglia, loc. Due Ponti): 010.943211 primo, secondo, acqua, vino, caffè = 12 euro.
b. Al Castello (Torriglia, via Buranello): 010.944339 c. Trattoria Viavai – (Torriglia, Via N.S. della Provvidenza, 14-16): 010 9451005 d. Taverna dei Fieschi (Torriglia, Via Magioncalda 30): 010.944815 primo, secondo, dolce, acqua, vino, caffè = 15 euro. Necessaria la prenotazione! - Per chi vuole andare a Torriglia e tornare con i mezzi pubblici (da Genova). Bus ATP: Partenze da Genova, piazza Verdi: Ore 6,55 arrivo a Torriglia ore 8,00 Ore 9,00 arrivo a Torriglia ore 10,05 Ore 11,35 arrivo a Torriglia ore 12,40 Ore 13,55 arrivo ore 15,00 Partenze da Torriglia: Ore 12,35 arrivo a Genova, piazza Verdi ore 13,40 Ore 13,30 arrivo a Genova Prato ore 14,25 Ore 14,00 arrivo a Genova, piazza Verdi ore 15,05 Ore 17,15 arrivo a Genova, piazza Verdi ore 18,20
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Semi di casa
Saper fare da sé le sementi dei propri ortaggi e cereali prima degli anni 1950 era ancora pratica comune e diffusa; poi, a partire da quegli anni, i semi di casa sono stati poco a poco e, infine, definitivamente sostituiti da quelli venduti nei consorzi agrari, selezionati dalle ditte sementiere del nord Europa per produrre varietà standardizzate, adatte all'agricoltura industrializzata, più redditizie ma anche più vulnerabili.
Quel saper fare e, con esso, il potere dei contadini sulla riproduzione del proprio cibo e dei propri prodotti è venuto meno nel giro di trent'anni, ché davvero basta il silenzio di una generazione perché la memoria sociale si interrompa e la trama della cultura cominci a sfilacciarsi, e poche cose sono così fragili e continuamente a rischio come la memoria.
Ora, lentamente, il sapere che non ci è stato consegnato lo stiamo ricostruendo e di nuovo impariamo a riprodurre le varietà dell'orto e del campo. E non è così importante che siano proprio quelle tramandate nei nostri luoghi: se lo sono è meglio, ma se non lo sono va bene lo stesso, perché ciò che importa non è fare della tradizione un museo né un'ideologia, ma recuperare quel saper fare e riprendere autonomia e potere sul nostro cibo e i nostri prodotti.
Dunque rimettiamoli i semi delle varietà che abbiamo e che troviamo, anche se sono varietà commerciali, anche se sono ibridate (purché, ovviamente, non sterili). Riseminata per anni con continuità, qualunque varietà per quanto può si adatta a una terra e al suo clima e, poco o tanto, si modifica nella forma e nel comportamento, diventando nel tempo “nativa” di quel luogo.
Anche noi siamo così. |