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Colline genovesi: edilizia o agricoltura? PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Tuesday, 22 October 2013 00:00
secolo XIX si alle villette

Cari tutti, care tutte,
mi permetto eccezionalmente di inoltrarvi una parte del bollettino dei contadini della Vesima (se lo desiderate  per intero o regolarmente chiedetelo a This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ) che tratta delle attualissime questioni che porteranno a breve alle regole che pianificheranno l'edificazione su tutta la campagna genovese.
Il titolo fa riferimento allo slogan di Valli Unite: "se mangi, sei coinvolto in agricoltura".
Buona lettura

Dario dei contadini della Vesima



Cari Vesimini, cari amici nostri e della Vesima,
ci siamo: l'urbanistica sta diventando argomento di calda attualità, e i contadini, della Vesima o di altrove, avremo ben ben da battagliare per preservare l’uso agricolo della terra. Quanti saranno al nostro fianco?

Colline genovesi: edilizia o agricoltura?

Nell'ultima settimana a Tursi c'è stata una seduta della commissione territorio del Comune, un incontro preliminare per presentare le risposte - quelli che dixan de parlà ciaeu e ciammàn “controdeduzioni”... - del Comune alla Valutazione Ambientale Strategica (per brevità VAS) con cui la Regione lo obbliga (obbligherebbe...) a modificare il PUC per motivate ragioni ambientali.
Sono seguiti anche i primi articoletti, un po' peperini, sui giornali locali. In un passo (Secolo XIX, 10 ottobre) si legge:
convinzione di questa giunta [comunale] è che a Genova non si possa vivere di agricoltura, e che quindi sia impossibile immaginare che qualcuno chieda di ristrutturare una vecchia cascina con lo scopo di abitarla e trarre dal terreno circostante, opportunamente riqualificato, quanto basta per mantenere se stesso e magari la propria famiglia.
A questo punto noi contadini speriamo che sarete sobbalzati! Che?! La giunta comunale postula l'impossibilità che noi esistiamo!? Sì, anche al di là dello stile giornalistico, pure dai discorsi in Sala rossa, e dai documenti che abbiamo potuto leggere, la cosa pare essere proprio così: la giunta, o meglio, chi conta nella giunta, sostiene senza ombra di dubbio che l'agricoltura a Genova sia morta  - a parte, s'intende, le rare sporadiche eccezioni che sono comunque applaudite e incoraggiate e premiate con un sacco di sorrisi  (peraltro, in barba alla coerenza, sentite qui il sindaco dal minuto 18.40).
Da questo bel presupposto ribadito via stampa e nelle occasioni ufficiali, che implica fra l'altro la definitiva sparizione degli artefici e presidiatori produttivi per secoli delle colline genovesi, la giunta deduce l'innovativa soluzione che le colline stesse vadano presidiate concedendole al libero intento di chi volesse farcisi magari una villetta, o meglio, alla libera iniziativa – e se uno ci vuole i rovi o del cemento sia libero, ché diamine ognuno è padrone a casa propria!
Proprio così: alla richiesta (prescrittiva) della VAS “sulle aree agricole limitare l’insediamento della residenza, alle sole attività agricole professionali” il Comune intende “ottemperare” proponendo di “ricondurre l’indice residenziale a quanto disposto [nel vecchio PUC] per le zone E agricole (0,01 mq/mq) sia in zona di presidio agricolo che ambientale”.
Insomma, mi prescrivono “no”, e io rispondo “obbedisco, sì”. Alleghiamo agghiacciante brandello del Secolo XIX del 10 ottobre.
Per fortuna, la rete dell’altreconomia IF vigila su questo percorso. Sappiamo che a confronto delle risorse economiche, e al potere, delle lobby che inducono la giunta comunale ai suoi retti pensieri, i nostri mezzi sono pochi. Però sappiamo che almeno un po' siamo in gamba, e ci stiamo dando da fare (permetteteci di non raccontare le mosse, che contiamo sull'effetto sorpresa...).
Non ci sentiamo soli: contiamo fortemente di ricevere l'appoggio di tutte le persone, anche non contadini, che si sentono coinvolte in agricoltura. Un primo concreto aiuto sarebbe comodo comodo: venire a star seduti ed ascoltare attentamente la riunione della commissione consiliare ove l'architetto Capurro, competente ed algida capo dell'Urban Lab, presenterà gli scoppiettanti contenuti della risposta del Comune.
L’appuntamento è per mercoledì 23 ottobre alle nove e mezza in Sala rossa a Palazzo Tursi, in via Garibaldi. Vi preghiamo di diffondere fra i vostri contatti, se desiderate anche inoltrando pari pari questo articolo del buletìn.
Per chi ha voglia di approfondire, qui c'è la VAS della Regione, sia benedetta la responsabile Paola Solari. Leggetela, è un documento ufficiale confortante (e dovrebbe essere vincolante...). Il tema dell'uso del suolo è alle pagine 16-18 del pdf. (red.)
e la Vesima?
La Vesima è coinvolta in quanto è una collina genovese, una delle poche ancora rurale, una delle poche dalle quali una certa voce di ritorno alla terra si sente (o meglio: si è cominciata a sentire prima...).
Così, nei giornali e nei discorsi, si dice che Vesima farà eccezione, per via della storica tradizione agricola (ma quale collina genovese non l’ha avuta?). Per esempio, sul Secolo del 15 ottobre “[...] Bernini spiega – ciò non toglie che in determinati contesti come Vesima non si debba puntare tutto su un ritorno all'attività dei campi” - precisando poi che i soldi ce li deve mettere la Regione...
Magari ci potrebbe anche interessare, ma naturalmente tutto è fatto senza aver presentato ai vesimini cosa hanno in mente, e senza chiederci che ce ne parrebbe. Avran pensato che d'estate i contadini han da fare e gli altri hanno da andare al mare, conviene la premura di non disturbarli coi discorsi, ci pensan loro...
Ecco, Vesima comincia ad essere menzionata, visitata, ad essere oggetto di interesse,a raccogliere promesse. A noi va bene, del resto abbiamo bello che visto che da soli contiamo niente, speriamo solo che i riflettori non abbaglino troppo (nel caso, voi richiamateci!). Speriamo che da questo invexendo riusciremo a tirare fuori una valle più viva e produttiva, anche col vostro aiuto.
Però non ci piace niente essere presentati come una eccezione: ne sa troppo di contentino a chi disturba, tutte le colline franano se non le si lavora, i terreni abbandonati sono un delitto (incostituzionale) ovunque e poi la Vesima non basterà ad offrire cibo sano a tutta Genova. (red.)

 

Last Updated on Wednesday, 20 November 2013 07:25
 

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