Home Notizie Il dibattito in Comune sulla Valutazione Ambientale Strategica
Il dibattito in Comune sulla Valutazione Ambientale Strategica PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Tuesday, 29 October 2013 07:20
Cari amici, di parole sulla pianificazione delle nostre campagne ne sono state dette, mercoledì 23 a Tursi.
In questo estratto del " buletìn da Vêzima" sono contenute notizie che credo importanti per il futuro delle nostre aree rurali, e mi piacerebbe condividerle con gli amici del Consorzio.
Qui di seguito in breve gli appuntamenti imminenti di questa vertenza:
Mercoledì prossimo 30 ottobre verrà audita Renata Briano, assessore all'ambiente della Regione. Il 7 novembre saranno audite associazioni ed enti. Infine l'11 novembre ci sarà la discussione politica in consiglio comunale, e poi l'approvazione delle controdeduzioni in giunta comunale.
Buona lettura.
Dario dei contadini della Vesima

Un mercoledì mattina a Tursi

Sarà per l'allerta meteo, sarà perché le persone sensibili di solito sono piene di impegni, specie nelle mattine infrasettimanali, ad assistere alla presentazione di cosa intendono rispondere i tecnici del Comune alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) della Regione non eravamo una folla. Però qualche vesimino non contadino, e qualche gasista che tiene a mangiare locale c'era, e questa semplice presenza attenta ha allargato il cuore a noi contadini, e ha chiaramente inciso sul tenore dei discorsi.
I discorsi del vicesindaco Bernini e dei tecnici sono stati molto contorti, accelerati e zeppi di sigle e tecnicismi, così che la redazione del buletìn ha pensato di chiedere ai presenti Gabriele e Luisa di raccontare le loro sensazioni da non esperti di urbanistica di fronte a questo “latinorum” che tuttavia sappiamo deciderà i destini futuri della nostra e di altre valli.
Lo scritto di Luisa è non pubblicabile neppure in parte a causa dell'indignazione che sprigiona, che mai avevamo scorto così furibonda nel membro apparentemente più pacato del nostro gruppo.
Gabriele si dice amareggiato e fiducioso, “fiducioso perché nonostante la totale assenza di sogni e di visioni innovative dei “nostri” politici si è cominciato a parlare di cose che fino a qualche anno fa non si sentivano, grazie ai pochi che credono in una rinascita diversa della nostra umanità e che spendono il loro tempo a promuovere questi pensieri. Amareggiato perché si è parlato, purtroppo tra le altre cose, del futuro dell'agricoltura nel comune di Genova, a livello urbanistico si intende, ma è da lì che poi parte tutto e quello che è emerso chiaramente è che questa politica non crede ad una possibile rinascita agricola a Genova. Tante belle parole, tanti dati e poi nei fatti nulla di incoraggiante. Per ora.” (red, Gabri e una censurata Luisa)

Il sunto dei contenuti, con qualche commento

Trovate in allegato una sintesi dei discorsi ascoltati in Sala Rossa riguardo ai suoli agricoli.
La sostanza pare essere – lo sottolineiamo: pare, ché di limpido non c'è stato nulla – che il Comune abbia facoltà di aggirare la prescrizione della VAS (zero edilizia oltre la linea verde, se non a fini agricoli) tramite dei tavoli di concertazione (di cui noi abbiamo potuto leggere i verbali, e va detto che di concertato c'era ben poco) con gli uffici regionali.
Però è emersa anche una tiepida retromarcia rispetto a quanto sbulaccato sul Secolo del 10 ottobre: la giunta riconosce che l'agricoltura a Genova si può fare e va tutelata. Però solo in alcune zone, al momento non è dato sapere quali (“ci stiamo lavorando”).

L'intento di fondo pare quindi essere questo: rifare la cartografia, assegnando tutti i terreni oltre la linea verde a uno di questi tre ambiti: ACNI (aree non insediate), ARPA (Produzione Agricola) ARPR (Presidio ambientale). In ACNI non si fa nulla (o quasi), in ARPA possono costruire case SOLO gli agricoltori professionali, in ARPR può costruire chiunque (“compresi gli agricoltori professionisti”, hanno avuto il coraggio di dire). Gli uffici del paesaggio stanno lavorando per identificare le aree di pregio agricolo, dove l'unica edificabilità concessa sarà a fini agricoli.
Non vi pare la vecchia strategia del divide et impera? Dove c'è qualcuno che rompe con sta benedetta agricoltura diciamo che la zona è agricola, dove c'è gente che sta zitta diciamo che c'è presidio ambientale ed apriamo alle speculazioni.
Eppure, una strategia di questo tipo ha l'effetto di rompere l'unità delle nostre argomentazioni: è vero che ogni campagna ha le sue potenzialità agricole, ma quanta forza avremo di fronte a richieste come quelle avanzate pubblicamente dai Municipi Valpolcevera e Levante: “Cosa sono tutte ste aree agricole, noi non vogliamo essere detti agricoli!”.
Secondo voi i contadini della Vesima cosa dovrebbero fare? Contentarsi di quella che pare una cosa che pare assecondare le loro richieste sulla loro valle (posto che sia poi così facile addomesticare gli appetiti di un uomo potente come il marchese) o continuare ad insistere per la non edificabilità di tutte le zone oltre la linea verde?
Cosa dovrebbero fare i mangiatori, specie quelli riuniti in Gruppi di Acquisto Solidale, ci pare invece chiaro: interrogarsi se vogliono attorno alle loro case villette o agricoltura, e poi andare in Municipio, o scrivere al Comune, e dire cosa hanno pensato.

Segnaliamo infine un argomento spietato ma serio, avanzatoci fuori da Tursi da un tecnico comunale: “l'argomento che l'edificabilità riservata agli agricoltori comporterebbe una diminuzione del prezzo dei terreni è fallace. Se io avessi della terra e non potessi edificarci perché non sono agricoltore, e sapessi che l'agricoltore che me la chiede ci potrà costruire, gliela venderei sempre allo stesso prezzo”. Qualcuno sa aiutarci ad approfondire questa obiezione? (red.)

“L'agricoltura non fa presidio”

Fra le numerose contraddizioni emerse nelle posizioni dei tecnici, che approfondiremo ma che vi risparmiamo (ad ogni modo: tutti questi discorsi oscuri, affannati, affrettati e contraddittori non ci fanno stare affatto tranquilli) abbiamo sentito una frase molto coraggiosa, affermata, questa sì limpidamente, dall'architetto Capurro:
“tengo a sottolineare una mia convinzione: l'agricoltura è una attività imprenditoriale, e di per sé non tutela il territorio.”
Subito sono sobbalzato, percependo per prima cosa la provocazione. Ma in effetti, dietro la malizia ci sta una verità che ripetiamo da tempo: non tutta l'agricoltura fa presidio. La differenza non mi pare consistere tanto sul fatto se sia imprenditoriale o no, ma su come la si fa. Esiste una agricoltura che cementifica, che avvelena, che degrada la terra, al servizio dello sistema economico dominante che sparge divisione, dolore, ingiustizia, sopraffazione. Perciò inviterò l'architetto Capurro alla prima occasione a trarre le conseguenze dalla sua convinzione: si creino degli strumenti per distinguere gli agricoltori che lavorano bene, e possono essere incentivati anche con gli strumenti urbanistici, e quelli che lavorano male, che in alcuni casi possono essere ritenuti meglio dell'abbandono, ma che non è opportuno premiare.
Tuttavia, a parte casi eccezionali sempre possibili, se una azienda agricola è condotta da una famiglia, che mangia ciò che produce e vive sul terreno ove lavora, la coincidenza fra gli interessi egoistici dell'imprenditore e quelli della collettività mi paiono evidenti, come raramente accade in altri campi: ad entrambi interessa prevenire frane ed incendi, frenare l'erosione, manutenere e o ricostruire i muri delle terrazze, mantenere la fertilità della terra, gestire le risorse idriche, pulire strade e sentieri aperti a tutti... e creare cibo sano e buono!

Per dirne una: di ritorno da Tursi, stufo marcio di discorsi, mi sono cambiato e ho fatto due lavori, da imprenditore, senza pensare ad altri che al mio interesse: la pulizia delle canalette di scolo per l'imminente pioggia, e dei viaggi in Ape, sotto l'acqua, a recuperare pietre per dei muri a secco. Sbaglio se dico che il mio interesse ha coinciso col vostro? (Dario)
Last Updated on Wednesday, 20 November 2013 07:26
 

Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per offrirti un servizio migliore. Per saperne di piu sui cookie che utilizziamo e come eliminarli , vedere la nostra Informativa sui cookies.

Accetto i cookie da questo sito .

EU Cookie Directive Module Information