Home Notizie Dalla RSP comunicato relativo alla raccolta fondi lanciata da Avaaz sulle sementi contadine
Dalla RSP comunicato relativo alla raccolta fondi lanciata da Avaaz sulle sementi contadine PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Wednesday, 16 July 2014 13:26

Cari soci della Rete Semi Rurali,

nelle ultime settimane sta circolando un nuovo appello di Avaaz relativo alla realizzazione di un "mercato modiale dei semi". L'iniziativa sta destando dubbi e, in alcuni casi, sconcerto.

Vi invitiamo a condividere le vostre riflessioni in merito, utili ad una eventuale comunicazione di RSR.

Trasmettiamo per conoscenza la posizione di Réseau Semences Paysannes, nostro partner nell'ambito del Coordinamento Europeo Liberiamo la Diversità!

Per la traduzione italiana ringraziamo Wwoof-Italia (a questo link le versioni originali in francese e inglese)



Aiguillon, 11 luglio 2014

COMUNICATO
COMBATTERE MONSANTO O FACILITARE LA BIOPIRATERIA?

Con il pretesto di lottare contro Monsanto, Avaaz ha appena inviato milioni di e-mail che sollecitano la generosità pubblica per lanciare un commercio elettronico mondiale di semi. La Réseau Semences Paysannes si interroga: i contadini hanno bisogno di un “negozio mondiale” in rete di semi? Il commercio su internet sfuggirà alle leggi del commercio mondiale dettate da Monsanto e dalle altre multinazionali? Ciò che propone Avaaz non rischia di diventare una organizzazione mondiale per facilitare la biopirateria da parte di queste multinazionali?

Secondo Avaaz, questo progetto sarebbe stato concepito dai “contadini che resistono e conservano semi in banche dei semi e in fienili sparsi in tutto il mondo”. La Réseau Semences Paysannes, che raggruppa in Francia la maggior parte delle Case dei Semi Contadini all'interno delle quali questi agricoltori si organizzano, non ha mai domandato niente a Avaaz. E non conosce nel mondo nessuna organizzazione di piccoli agricoltori che possa concepire un progetto del genere.

I piccoli agricoltori lavorano molto di più nei campi che su internet. Producono e vendono cibo. Solo le aziende di semente vivono del commercio dei semi. I piccoli agricoltori che praticano l'agro-ecologia contadina hanno bisogno all'inizio di poter selezionare e moltiplicare i loro semi locali al fine di adattarli alle condizioni di coltura e ai cambiamenti climatici che si manifestano nei propri campi. Non hanno bisogno di semente selezionate e moltiplicate dall'altra parte del mondo, che esigono una grande quantità di fertilizzanti e di pesticidi chimici per adattarsi alle locali condizioni di coltura alle quali esse non sono state preparate.

Qualche campione di seme che viene da fuori li aiuta talvolta a rinnovare la diversità dei loro semi locali. Questi scambi di piccole quantità sono indispensabili quando gli agricoltori hanno perduto i semi locali e anche per far fronte all'accellerazione dei cambiamenti climatici. Quando li ricevono gli agricoltori devono selezionarli per adattarli alle loro proprie condizioni di coltura prima di coltivarli su vasta scala. Capita anche che le riserve di semente contadine locali siano distrutte da una catastrofe climatica o da guerre. Gli agricoltori devono allora rifornirsi eventualmente in un paese vicino ma non su un mercato mondiale di semi, inadatti alle loro condizioni di coltura e che imporrebbero l'utilizzo di fertilizzanti e di pesticidi chimici.

Gli agricoltori sanno organizzarsi direttamente tra loro per facilitare questi scambi, malgrado le leggi dettate dalle multinazionali per impedirglielo. Per questo, si incontrano per trasmettersi anche le conoscenze associate a ciascun seme. Se capita loro di creare delle imprese artigianali che diffondano i loro semi via internet, è sempre su piccola scala. Ma non hanno bisogno che ogni seme e ogni conoscenza siano messi in vendita in un immenso “negozio mondiale” su internet che sfuggirà forzatamente al loro controllo. Inoltre ciò non farebbe che facilitare il lavoro delle multinazionali, sempre alla ricerca di nuovi semi per brevettarli; esse hanno bisogno di accedere alle conoscenze degli agricoltori al fine di sapere quali tra questi semi possiedono i caratteri giusti per un brevetto. Una volta brevettati, ciò impedirà agli agricoltori di continuare a utilizzare i loro semi, forniti in modo gratuito alle multinazionali. Gli agricoltori non vogliono certo facilitare questo furto di loro semi da parte dei brevetti delle multinazionali.

Infine, Avaaz non dice a chi andrà il denaro raccolto, né chi lo gestirà.

Gli agricoltori sono felici quando delle ONG li aiutano a organizzarsi. Ma essi non hanno bisogno di ONG che tentano di mobilitare la società civile in loro nome per degli obiettivi che non siano i loro. Per poter selezionare e produrre localmente semi, gli agricoltori hanno bisogno che i loro diritti di conservare, utilizzare, scambiare e vendere semi siano riconosciuti e applicati in ogni paese. Hanno bisogno di una mobilitazione della società civile per impedire, ovunque nel mondo, leggi e brevetti sui viventi che ostacolano questi diritti.

Il Consiglio di Amministrazione della Réseau Semences Paysannes.

Contatto: Patrick De Kochko

Last Updated on Wednesday, 16 July 2014 13:47
 

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