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L'alluvione del 24 novembre 2016 PDF Print E-mail
Written by Jole Buscaglia   
Tuesday, 06 December 2016 05:20

Cari tutti,

vi porto a conoscenza di una triste realtà che ha colpito, in special modo  la Alta Valle Bormida, giovedì scorso, ovvero l'esondazione del fiume Bormida creando ingenti danni a tutta la popolazione, non solo alla mia azienda.

Non ci sono parole che possano descrivere bene ciò che è accaduto, 48 ore incessanti di pioggia, ma non una pioggia normale, un muro d'acqua !!!! sembrava di viver un incubo , vedere il Bormida alzarsi a vista d'occhio e vedere portare via con se alberi, legna, e una serie incessante di cose strane che non si capisce cosa in origine possano essere state.

E tracimato distruggendo tutto cosa trovava sul proprio cammino, 500 mt prima delle nostre serre, e un km a valle i prati che c erano non ci sono più... al loro posto il letto del fiume, e proprio cambiato il paesaggio...


Credetemi ho visto la disperazione negli occhi di Sergio e Giovanni, una corsa incessante sotto una pioggia impetuosa nel cercare di salvare trattori , carri , frese , non solo nostri ma anche dei vicini, e lavorare in queste condizioni e come lavorare completamente nudi .tre ore eterne, dove per tanto che tu facessi sembrava stessi fermo.

Quando , per fortuna non con la violenza impetuosa delle onde, ma con il troppo pieno laterale delle acque ho iniziato a vedere galleggiare  il motore da bagnare, casse di cipolle che dopo pochi metri si ribaltavano, casse vuote , tavoloni da muratore, scale, ho seriamente pensato al peggio, ho seriamente temuto per le strutture e per la terra.

Quella terra che ti permette di coltivare e vivere di quello che fai, con sacrificio e fatica, ma se ad un certo punto non hai più terra ma roccia e pietre cosa fai?

Tutti i terreni della nostra azienda sono stati colpiti in maniera più o meno grave, ma non in modo distruttivo. Solo agli Stagnazzi ci sono mediamente venti cm di fango ovunque, alle Giaire ghiaione e sabbia la fanno da sovrane, a Mereta è sparita la strada di accesso, ma è rimasta la verdura, a Camporosso, a parte un po di smottamenti situazione stabile, ai Laghetti poco e niente.

Per ciò che riguarda i magazzini e la casa non ho avuto danni, o comunque trascurabili. Ho perso metà produzione annuale di cipolle, e tutto quello che era nei tunnel agli Stagnazzi.

Non c'è una famiglia in paese che non abbia avuto danni più o meno ingenti. Quando poi al pomeriggio,  a piedi, mi addentro in paese quella stessa disperazione di poche ore prima la rivedo in più persone. Anziani con le cantine allagate, alberi ovunque che ostruiscono il flusso mastodontico delle acque, ruscelli inesistenti per undici mesi l'anno all'improvviso sono rii impetuosi.  Tanti ponti che collegano le frazioni non ci sono più… ora, l'energia elettrica è fornita da generatori in tutto il paese.

Questa è la terza alluvione nei miei ricordi, 1994, 2000, 2016.Sicuramente questa vissuta con più consapevolezza e timore.

Facciamo lavori dove siamo abituati a rimboccarci le maniche e andare avanti. Non è semplice fare i conti tutte le stagioni con le basse temperature, in parte con la neve , e ora anche con l'acqua.

Vi ringrazio, perché chi più chi meno, ci permettete, con i vostri acquisti, di continuare la nostra quotidianità, e vivere di ciò che facciamo in questi territori già difficili per conto loro, ma che per me, sono le mie radici.

Leggendo questo vi ho fatto perdere pochi minuti del vostro prezioso tempo , e ve ne ringrazio, non volevo essere retorica e lacrimevole, ma in queste righe ho condiviso con voi un triste momento che ho vissuto, che penso porti tutti a riflettere.

Un caro saluto a tutti,  e grazie

Jole Buscaglia

Last Updated on Monday, 06 March 2017 17:58
 

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