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Proposta di RSR per l’uscita degli Enti italiani dal Progetto DivSeek PDF Print E-mail
Written by Michele Ravera   
Monday, 06 March 2017 17:56
Consorzio della Quarantina, proposta di RSR per l’uscita degli Enti italiani dal Progetto DivSeek

AGLI ENTI CHE PARTECIPANO ALL’INIZIATIVA DIVSEEK

 

Rovegno, 28 febbraio 2017

All’attenzione degli enti:

  • CRA - Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura.
  • IBBR-CNR - Institute of Biosciences and Bioresources - Consiglio Nazionale delle Ricerche.
  • UNIBO - Università di Bologna.
  • UNIVPM - Universitá Politecnica delle Marche.

Oggetto: richiesta agli Enti sopra elencati di ritirarsi dall’accordo con l’iniziativa DivSeek, per proteggere i diritti dei contadini sulle proprie sementi.

Buongiorno,
Su incoraggiamento dell’Associazione Rurale Italiana, vi scriviamo questa lettera per condividere la preoccupazione dei coltivatori e degli iscritti al Consorzio della Quarantina (organizzazione membro della Rete Semi Rurali) per chiedevi di uscire dall’iniziativa DivSeek, soprattutto ora che anche il Trattato internazionale sulle risorse genetiche (International Treaty on Genetic Resources for Food and Agriculture) lo ha rifiutato.
DivSeek è un’idea nata dal Global Crop Diversity Trust (oggi si chiama Crop Trust), che è un’organizzazione internazionale indipendente regolata da leggi internazionali, nata nel 2004. L’organizzazione venne poi riconosciuta come un elemento essenziale della strategia finanziaria del Trattato nel 2006, in riferimento alla conservazione ex situ e alla disponibilità delle risorse genetiche. DivSeek viene, quindi, considerata come una “iniziativa” presa congiuntamente dal Trattato e dal Global Crop Diversity Trust. Il quadro legislativo utilizzato per far partire questa iniziativa, è il Global Information System on PGRFA, descritto all’art.171 del testo del Trattato. Questo articolo spinge le parti contraenti del Trattato a sviluppare un sistema globale di informazioni per facilitare appunto lo scambio di informazioni, collegando i vari sistemi esistenti. Sottolinea anche la cooperazione tra la Commissione sulle risorse genetiche (CGRFA) e la Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD). In un paragrafo dello stesso articolo viene sottolineato come il materiale genetico (sia fisicamente che sotto forma di informazioni genetiche) debba essere salvaguardato.
L’iniziativa DivSeek è stata lanciata nel 2012, con l’obbiettivo di scoprire le informazioni genetiche nascoste contenute nelle piante. Nel 2013, alla quinta sessione del Governing Body del Trattato viene stabilita una Consultazione sul Global Information System, nella quale proprio il Global Crop Diversity Trust ha proposto l’avvio della collaborazione col Trattato per l’iniziativa DivSeek2 . La Segreteria del Trattato era l’ente facilitatore di questa iniziativa. La prima Assemblea del DivSeek3 infatti si tenne proprio come evento parallelo a San Diego (Stati Uniti d’America) a gennaio 2015, immediatamente dopo la prima Consultazione del Global Information System. Successivamente, durante la sesta sessione del Governing Body del Trattato, i membri hanno invitato tutti i partecipanti al DivSeek, di inviare alla Segreteria del Trattato le conseguenze della partecipazione all’iniziativa DivSeek sugli obbiettivi e sugli articoli del Trattato4 . Questi report da parte dei membri devono essere mandati entro la settima edizione del Governing Body del Trattato (si terrà quest’anno probabilmente a ottobre, in Africa). Inaspettatamente è arrivata invece la notizia che il Trattato si ritira dall’iniziativa DivSeek, anche se la notizia sarà ufficializzata al prossimo Governing Body. Questa azione indebolisce molto il DivSeek – al quale viene a mancare il facilitatore più importante – dato che la partecipazione a questo progetto è su base volontaria e che il ritiro della propria partecipazione avviene semplicemente con una nota scritta diretta all’Unit Coordination, solamente due mesi prima dell’uscita ufficiale.
L’idea di questo progetto è quella di mettere tutte le informazioni genetiche dei semi contenute nelle varie banche semi nazionali, in un unico grande database internazionale a cui tutti possono accedere. Le informazioni accumulate nelle banche semi, vengono raccolte dalle comunità di contadini, con la premessa di mantenerle di dominio pubblico. DivSeek ha aperto il progetto a 69 (oggi sono 66) diverse Istituzioni e membri. La preoccupazione principale è dovuta al fatto che DivSeek ha incluso nel suo progetto anche le più grandi aziende di agro-biotech del mondo – tra le altre figurano: Bayer Crop Science, DuPont, Pioneer, Monsanto and Syngenta – aprendo così la porta d’accesso alle informazioni genetiche dei contadini, i quali dovrebbero essere gli unici ad averne diritto. Al contrario, i contadini sono i grandi assenti di questa iniziativa. Inoltre, DivSeek non menziona nemmeno il concetto di “accesso e distribuzione di benefici” previsto dal Trattato5 .
Come si evince dalla descrizione dell’iniziativa, i Diritti dei Contadini non vengono assolutamente contemplati da DivSeek. Nell’ultima Consultazione Internazionale sui Diritti dei Contadini, svoltasi a Bali (Indonesia) a settembre 2016, è stata inserita una raccomandazione che riguarda direttamente il DivSeek dal momento che non stava rispettando alcuni articoli del Trattato (specialmente art.6 e art.9). A Bali infatti si è deciso di spingere il Governing Body del Trattato ad “assicurare che le iniziative di censire le sequenza genetica – come il DivSeek – devono avere come requisito che l’accesso alle informazioni venga trattato allo stesso modo dell’accesso fisico alle risorse genetiche, e che debba essere regolato da accessi ristretti e da altri accordi che contemplano l’accesso e la distribuzione di benefici. Regole giuste devono assicurare l’equa distribuzione dei benefici per questi tipi di iniziative; e soprattutto devono assicurare che ci sia il Previo Consenso Informato (PIC) per le risorse genetiche e le conoscenze tradizionali da parte dei popoli indigeni e dei contadini” (Raccomandazione n°38 della Consulta di Bali, 27-30 settembre 2016).Più del 70% della produzione mondiale è soddisfatta dai piccoli produttori. Questi produttori si basano sui sistemi di sementi contadine (chiamato anche sistema “informale”, per differenziarlo da quello industriale) che permettono di alimentare le persone, contribuire positivamente alla biodiversità e mantenere le conoscenze tradizionali e culturali. L’agro-business sta producendo esattamente l’effetto opposto. Durante il XX secolo, circa il 75% della diversità delle piante è stato perso, in quanto molti agricoltori hanno abbandonato le molteplici varietà locali ed ecotipi, per le varietà geneticamente uniformi6 . Il sostenimento alimentare delle comunità rurali e dei contadini su piccola scala fa affidamento all’accesso, l’uso e lo scambio dei semi. È di fondamentale importanza quindi che ci sia una legislazione forte sul controllo delle sementi che eviti la privatizzazione delle sementi contadine nelle mani delle industrie. L’approccio “Free Seeds” permette a chiunque di possedere semi (o informazioni genetiche) e di farli circolare liberamente. Però, allo stesso tempo, questo approccio non permette ai contadini di aver alcun controllo sui loro semi, che così possono essere commercializzati liberamente da qualsiasi attore del mercato. In questo modo si lascia il controllo delle sementi al potere contrattuali delle industrie sementiere e dei centri di ricerca.
Il motivo che ha portato il Trattato Internazionale sulle Risorse Genetiche per l’Alimentazione e l’Agricoltura ad uscire dall’iniziativa DivSeek, è probabilmente dato da una collisione di obbiettivi tra il DivSeek e gli obbiettivi del Trattato. Ma nonostante la sua uscita, DivSeek può tutt’ora contare su 66 membri tra istituzioni, Governi e ONG. Tra queste ci sono 4 istituzioni italiane:

  • CRA - Agricultural Research Council (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura), Italy.
  • IBBR-CNR - Institute of Biosciences and Bioresources - National Research Council (Institute of Biosciences and Bioresources - Consiglio Nazionale delle Ricerche), Italy.
  • UNIBO - University of Bologna (Università di Bologna), Italy.
  • UNIVPM - Marche Polytechnic University (Universitá Politecnica delle Marche), Italy.

Tutti i Governi devono porre fine all’accordo con DivSeek. Come CONSORZIO DELLA QUARANTINA sentiamo il compito morale di prendere una posizione in relazione a quanto successo. Gli Enti partecipanti all’iniziativa DivSeek dovrebbero collaborare con i contadini italiani, invece che prevaricare il loro diritto sulle sementi contadine. Crediamo quindi che sia molto importante una reazione da parte degli Enti italiani, i quali dovrebbero seguire gli articoli dei Trattati piuttosto che un’iniziativa su base volontaria finanziata da aziende private portatori di interessi economici.

Cordiali Saluti Il Presidente
Michele Ravera

1 Testo del Trattato sulle Risorse Genetiche per Alimentazione e Agricoltura. http://www.fao.org/3/a-i0510e.pdf.
2 “First Meeting of the Expert Consultation on the Global Information System on Plant Genetic Resources for Food and Agriculture”. http://www.planttreaty.org/sites/default/files/cogis1w5.pdf.
3 First DivSeek Assembly. https://static1.squarespace.com/static/537207e3e4b0d4555960edfd/t/5550d1d3e4b0178238f6b7cf/1431359955968/DivSeek+Partners%27+Assembly+%289+Jan+2015%29+-+governance.pdf
4 Pagina 10 della Sesta sessione del Governing Body. Risoluzioni sul Piano di Lavoro del Global Information System. http://www.planttreaty.org/sites/default/files/gb6w07e.pdf.
5 art. 10 del Trattato, vedi nota 1.
6 FAO (2005), What’s Agrobiodiversity? in “FAO. Building on Gender, Agrobiodiversity and Local Knowledge, Rome. 
Last Updated on Wednesday, 08 March 2017 05:07
 

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