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Incontro con produttori e mangiatori dei Paniers Marseillais PDF Print E-mail
Written by Dario Patrone   
Saturday, 10 November 2012 13:36
All'incontro coi contadini e cittadini protagonisti dei Paniers Marseillais (sporte marsigliesi), organizzato dalla rete della Lunigiana Crisoperla, c'eravamo Philippe, Aldo, Maurizio e io.
Mentre visitavamo la gagliarda fattoria di Giulietta e Enrico, abbiamo imparato cosa sia, sta pratica dei panier marseillais. In questa lettera vi racconterò in breve solo questo, i numerosi altri dettagli interessanti li riserverò a chi me ne chiederà a voce.

I numeri (approssimativi): circa 50 produttori, di cui 13 ortolani, 1500 sporte da 8-10 chili di verdura e frutta (con possibilià di aggiungere altri prodotti agricoli e ittici) ogni settimana, prezzo dai 20 ai 25 euro.

Dettagli sparsi:
- il pagamento delle sporte è anticipato annuale o semestrale, e non sono previsti rimborsi per assenza del compratore o per mancanza di prodotti
- i contadini sono ben attrezzati: riescono a fornire verdura tutto l'anno (la consegna è saltata una sola volta per gelo, ma è stata pagata)
- tutti i produttori sono certificati biologici (con una motivazione originale)
- ogni produttore cura i suoi clienti: ogni sporta proviene da un solo produttore
- produttori e mangiatori firmano un patto
- ogni quartiere di Marsiglia ha almeno un punto di consegna settimanale
- i produttori provengono anche da un'ora di viaggio dalla città
- i produttori si riuniscono spesso, e hanno chiesto che uno di loro fosse pagato come tecnico per consulenze agronomiche a loro o a chi si avvicina a loro
- i paniers marseillais hanno una segretaria stipendiata e molti volontari
- quando le sporte arriveranno a 2000, il progetto non si amplierà ulteriormente ma darà consulenza per l'avvio di altri gruppi.
- le sporte sono composte dai mangiatori sul posto. Se il produttore ha raccolto120 chili di pomodori e i mangiatori sono 50, scrive su una lavagnetta "2,4 kg di pomodori a testa", e ognuno si prende i propri
- l'esperienza nasce dalla spinta dei mangiatori, che hanno convinto dei produttori a cambiare approccio al loro mestiere per produrre biologico
- l'esperienza nasce nel 2006 dall'esigenza di creare qualcosa di più piccolo, locale e limpido rispetto alle "AMAP" (grandi gruppi tipo GAS nati a inizio millennio, cosa sono preciso ce lo spiegherà forse Phil), che sono degenerate al punto che il nome è stato depositato come marchio. Ora tutti chiamano i peniers marseillais AMAP, ma loro non possono dire di esserlo.
- i produttori "ci campano abbastanza bene ma non ci vengono ricchi", hanno tutti qualche lavorante, e guardano al nostro modello di agricoltura famigliare come un sogno!

Alegri!
Dario Patrone
 

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